Tecniche di movimento per la progressione
Le tecniche di base per la progressione consistono in posizioni e movimenti che permettono l’ottimale utilizzo della forza e dell'equilibrio nel movimento verticale e su strapiombo. Di seguito una panomarica delle tecniche, che non consiste in un corso, ma che vuole essere uno spunto e riferimento per un migliore utilizzo del proprio corpo in arrampicata.
Triangolo base
Il triangolo è una posizione fondamentale di equilibrio sul piano verticale. Il concetto è molto semplice, partendo dall'immagine di un bimbo che gattona notiamo che muove un arto alla volta, quindi i punti di appoggio sulla superficie sono 3 mentre un solo arto cerca la nuova posizione di equilibrio.
Trasponendo tutto questo sul piano verticale vediamo come ottimizzare i 3 punti di appoggio, in modo da rendere la posizione più economica possibile. Come si può intuire i 3 punti di appoggio formano il triangolo, ovvero possono essere appoggiati due piedi e una mano o due mani e un piedi. Quindi nel caso di due piedi e una mano avremmo un triangolo con il vertice verso l’alto, con due mani e un piedi avremmo un triangolo con il vertice verso il basso.

Qual'è la migliore posizione del triangolo? dipende tutto dal baricentro. Per ottenere il maggiore equilibrio, sfruttando la gravità e non disperdere energia nel mantenerlo con la forza, la regola generale è mantenere il vertice del triangolo all'interno della base delimitata dagli altri due punti di appoggio, sia nmel triangolo con vertice basso che quello con vertice alto.

Spostamento verticale
Una volta acquisita la posizione del triangolo base, possiamo provare ad applicarlo nello spostamento verticale. Muoversi in verticale significa partire da una posizione di riposo, quale il triangolo base, effettuare quindi un movimento ed arrivare ad un'altra posizione di riposo.
In pratica ci spostiamo da un triangolo base all'altro, progredendo verso l'alto. Sperimentando questa tecnica notiamo che si alterneranno triangoli con il vertice verso il basso a quelli con il vertice verso l’alto.

Nella progressione ricordiamoci che sono le gambe che devono spingere piuttosto di tirarci su con le braccia. Questo è importante perchè utilizzando di più le gambe possiamo risparmiare molta energia, quindi utilizzeremo le braccia solo nei passaggi dove occorre effettivamente “tirare”.
Spostamento orizzontale
Lo spostamento in orizzontale è del tutto analogo a quello in verticale, ovvero ci sposta da una posizione di triangolo all’altra. La differenza sta nel cercare appigli e appoggi al nostro fianco,l'intento non è più quello di andare verso l'alto ma di muoverci lateralmente.
Le gambe e le braccia spesso si possono incrociare in questo tipo di spostamento: l'importante è tenere sempre presente la posizione di equilibrio e muovere molto il bacino per spostare correttamente il proprio baricentro.
Spostamento con aderenza
A volte può essere necessario alzarsi con i piedi, ma l'unico appoggio buono per i piedi è troppo alto per arrivarci con un singolo spostamento. Se la parete non è strapiombante è possibile arrivarci con lo spostamento in aderenza.
L'aderenza è possibile a condizione di avere gli appigli buoni per le mani: tenendo bene gli appigli bisogna spostare il peso del corpo, quindi il bacino, lontano dalla parete spingendo e stendendo le gambe. Un piede lo si appoggia in aderenza sulla parete tra l'appoggio di partenza e quello di arrivo, poi caricando e spingendo sul piede in aderenza si sposta l'altro piede sull'appoggio di arrivo. Una volta arrivati con il piede sull'appoggio voluto il bacino ritorna vicino alla parete.
Mano-piede
E' la tecnica che permette di "liberare" una mano da un appiglio in situazioni di equilibrio precario mettendo al suo posto il piede. Il movimento si realizza appunto agganciando l'appiglio con il piede, quindi è molto facile che la mano e il piede si trovino in prossimità. Una volta assicurati con il piede si libera la mano e la si sposta all'appiglio successivo.
Cambio mano
Può essere necessario cambiare la mano su un appiglio, ovvero se si ha la mano destra voler utilizzarlo con la sinistra e viceversa. La tecnica del cambio mano è necessaria dove gli appigli sono troppo piccoli per fare un accoppiamento di mani. Quindi le tecniche di cambio mano sono fondamentalmente due.
La prima consiste nel togliere una mano e velocemente prendere l'appiglio con l'altra mano, magari facendo un piccolo spostamenteo verso la parete in modo da sfruttare un "punto morto" di equilibrio.
La seconda consiste nel togliere un dito alla volta della prima mano e contemporaneamente aggiungere sulla presa le dita della seconda mano. Ad esempio se ho la mano sinistra sull'appiglio comincerò a togliere il dito indice della sinistra e mettere il mignolo o anulare della destra, quindi toglierò il medio della sinistra e aggiugnerò il medio della destra e così via, fino a togliere l'intera mano sinistra ed avere sull'appiglio solo la mano destra.
Cambio piede
Il cambio piede si può effettuare in tre diversi modi. Il primo, analogamente al cambio mano, lo si effettua con un saltello. Nel secondo modo si accosta la punta del piede "da mettere" sopra la punta del piede in appoggio, quindi lentamente si scosta il piede in appoggio e si fa entrare l'altro piede. Il terzo modo consiste nello sfruttrare l'aderenza: quindi tenendo con le mani due appigli consistenti si porta il bacino lontano dalla parete, si appoggia il piede "da mettere" in aderenza sulla parete subito sopra il piede in appoggio, Quindi si sposta anche il piede in appoggio in aderenza vicino all'altro piede, che subito scende sull'appoggio. Si ritorna quindi con il bacino vicino alla parete ristabilendo gli equilibri.
E' importante per il cambio piede avere comunque due buoni appigli per le mani.
Caricamento rovescio
Caricare in rovescio significa prendere un appiglio con il palmo della mano rivolto verso l'alto, ovviamente non tutti gli appigli sono indicati per essere utilizzati in "rovescio". Da tenenere in considerazione che per sfruttare al massimo un appiglio in rovescio bisogna portare il bacino verso l'alto spingendo sui piedi, o comunque cercare l'opposizione con il rovescio attraverso la spinta sui piedi.

